La Fototerapia a domicilio si rinnova anche nel 2019

Più di un anno fa, dal febbraio 2018, è iniziata la collaborazione tra il Policlinico S.Orsola e la Fondazione Corazza per il primo progetto in Italia di Fototerapia Domiciliare.

Visti i risultati incoraggianti (18 pazienti che hanno partecipato al progetto hanno migliorato in maniera significativa la condizione della loro pelle) e il numero di pazienti raggiunti, si è deciso di rinnovare la convenzione, garantendo il servizio per un altro anno fino al giugno del 2020.

Ricordiamo che il progetto dà supporto ai pazienti affetti da psoriasi che, per varie ragioni, non possono recarsi in ospedale per ricevere il trattamento di fototerapia. Inoltre a chi usufruisce del servizio non viene addebitato nessun costo aggiuntivo se non quello del ticket della visita medica.

La logistica e i costi di manutenzioni dei macchinari sono presi in carico dalla Fondazione, che si cura anche della formazione del paziente per il corretto uso delle macchine, affinché la terapia posso proseguire in maniera idonea.

Sapevi che di recente è uscita la quinta edizione del nostro opuscolo informativo? Leggi e scopri le attività e il programma di quest’anno della Fondazione Corazza a questo indirizzo.


1 italiano su 4 ha una malattia della pelle


Una campagna per conoscere meglio i campanelli d’allarme da non sottovalutare. Tumori in aumento, ma sempre più curabili. Molti progressi in terapie e strumenti diagnostici negli ultimi 20 anni.

Non fanno distinzione fra bambini, giovani e anziani e sono oltre tremila. Le malattie delle pelle colpiscono indistintamente a ogni età e sono in aumento, con un carico notevole sia per il Sistema sanitario nazionale sia per chi ne soffre, che spesso paga un doppio scotto: psicologico, perché una patologia cutanea è spesso visibile e crea grande disagio, ed economico, poiché molte persone finiscono per sborsare denaro ti tasca propria per prodotti non rimborsati dal Ssn. «La pelle è infatti l’organo umano più esteso, costantemente esposto ad agenti irritanti, infettivi e cancerogeni, sede di fondamentali attività immunologiche connesse al suo ruolo “di confine” – dice Piergiacomo Calzavara Pinton, presidente della Società italiana di Dermatologia e Venereologia (SIDeMaST) -. E se molte malattie della pelle hanno un basso indice di gravità ma, per la loro visibilità e i sintomi associati, causano sempre un danno rilevante alla qualità della vita affettiva, sociale e lavorativa (sono la seconda causa di malattia professionale), esistono anche forme gravemente invalidanti (i casi gravi di malattie infiammatorie sono circa il 2 per cento della popolazione) e in alcuni casi potenzialmente mortali, come alcuni tumori della pelle e alcune reazioni a farmaco, che invece se diagnosticati e trattati in fase precoce sono del tutto guaribili».


Una campagna per conoscere meglio la pelle e i suoi disturbi

Per favorire l’aumento delle diagnosi precoci, agevolare percorsi lineari e controllati per le visite e per l’accessibilità alle terapie, portare un risparmio economico e garantire migliore assistenza ai pazienti la SIDeMaST ha deciso di realizzare la campagna nazionale «3.000 malattie della pelle e un solo specialista, il dermatologo» rivolta al cittadino per informare sui possibili rischi di disturbi a volte sottovalutati. La nostra pelle per certi versi è un «foglio» sul quale l’organismo traccia dei segni per avvertirci di rischi, del sopraggiungere di malattie oppure dell’invasione da parte di «ospiti indesiderati». «Il modo migliore per interpretarli e per “rispondere al messaggio” è affidarci a chi è esperto in questo “linguaggio” – aggiunge Calzavara Pinton, che è anche direttore della Clinica Dermatologica degli Spedali Civili di Brescia -. Il dermatologo è un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento di tutte le malattie a carico della pelle (ma anche dei suoi annessi, quindi capelli, peli e unghie) ed è il migliore alleato per riconoscere in maniera tempestiva i loro segnali. Vogliamo sviluppare consapevolezza perché i cittadini si rivolgano tempestivamente allo specialista dermatologo. Vorremmo anche proporre alle autorità nuovi modelli assistenziali che permettano al Ssn di ottimizzare efficacia ed efficienza dell’intervento medico. Negli ultimi anni sono state rivoluzionate le terapie in dermatologia, ma è stata anche chiusa la gran parte dei reparti e ridotto il personale medico e infermieristico senza l’attivazione di validi servizi territoriali anche perché, nel frattempo, la cura delle malattie della pelle è scomparsa dal piano di studi per infermieri e assistenti sanitari. Servono nuovi modelli organizzativi e più attenzione ai bisogni dei pazienti».


Tumori in aumento, ma sempre più curabili

I tumori cutanei sono più frequenti di quelli di polmone, seno, prostata e colon messi insieme e, secondo le statistiche più recenti, 1 persona su 5 svilupperà nella vita un basalioma (la forma di cancro della pelle più frequente e meno aggressiva) . E i numeri sono in costante aumento: i casi di melanoma (il più letale tumore cutaneo) sono raddoppiati in Italia negli ultimi 10 anni. Ma la buona notizia è che, se scoperte in fase iniziale, da queste malattie si può guarire. «Fino a 20 anni fa potevamo fare poco per questi malati – continua Ketty Peris, direttore della Clinica Dermatologica all’Università Cattolica-Irccs Policlinico Gemelli di Roma -. I tumori della pelle erano spesso diagnosticati nella loro fase avanzata, condizione in cui eravamo praticamente impotenti, e le malattie infiammatorie gravi non avevano terapie efficaci. I cambiamenti organizzativi del sistema sanitario avevano grandemente ridotto la capacità assistenziale per questi pazienti, azzerando di fatto la possibilità di ricovero per queste patologie senza offrire un sostegno valido nel territorio. Ma la situazione è cambiata negli ultimi 10-15 anni: abbiamo conosciuto un veloce susseguirsi di progressi radicali nelle procedure diagnostiche e la disponibilità di nuovi farmaci molto efficaci nella terapia di malattie infiammatorie e neoplastiche che hanno permesso di ottenere risultati terapeutici impensabili in precedenza».


I campanelli d’allarme da non sottovalutare

Le malattie dermatologiche interessano in totale circa il 25% della popolazione italiana, dato sovrapponibile a quello europeo. «Con una diagnosi precoce, molte patologie possono essere guarite o comunque tenute sotto controllo a lungo – sottolinea Ketty Peris, che è segretario generale del 24esimo Congresso Mondiale di Dermatologia che si terrà a Milano dal 10 al 15 giugno -. È fondamentale non trascurare i sintomi e farsi visitare da uno specialista per avere la cura più adeguata prima che la situazione peggiori. La ricerca scientifica, la preparazione dei dermatologi e il livello dell’assistenza sono all’avanguardia nel nostro Paese, dove sono disponibili anche le terapie più innovative». I segnali a cui prestare attenzione? Macchie, bolle, croste o squamature; che prurito o dolore diffuso o localizzato; unghie fragili o con macchie; pelle spesso secca e nei «strani», di qualunque colore che compaiono, crescono, sanguinano e si ulcerano.


Psoriasi e dermatite atopica gravi per due pazienti su dieci

«Negli ultimi 20 anni la dermatologia ha fatto importanti progressi – conclude Girolomoni -. I nuovi farmaci mirati su bersaglio molecolare e l’immunoterapia hanno consentito, nei casi avanzati di cancro alla pelle, risultati inimmaginabili prima. Sono ora disponibili farmaci, perlopiù biotecnologici, che hanno permesso di liberare i pazienti dalla schiavitù delle più frequenti e invalidanti patologie infiammatorie come psoriasi, dermatite atopica, idrosadenite, pioderma gangrenoso e tante altre. Inoltre abbiamo saputo ridurre la mortalità delle più gravi reazioni da farmaco, e ricordiamo i progressi nella lotta alle principali malattie genetiche con la possibilità di una precoce diagnosi molecolare e un sostanziale miglioramento della sopravvivenza, e nell’efficace terapia delle patologie infettive». Infine, le tecniche di diagnostica non invasiva (come dermoscopia, epiluminescenza digitale, microscopia confocale e tomografia ottica) hanno migliorato in modo radicale la sensibilità e specificità della diagnosi dei tumori cutanei, rendendo possibile l’asportazione chirurgica di lesioni in fase sempre più precoce e pertanto permettendo di osservare che, a fronte dell’aumento di incidenza la mortalità non è cresciuta.


6 malati di psoriasi ogni 10 abbandonano la terapia contro la loro malattia per “delusione”.

A dirlo è Valeria Corazza, presidente della Fondazione Natalino Corazza, struttura che riunisce i malati di psoriasi e di altre malattie dermatologiche:

Chi è colpito da questa malattia infiammatoria cronica diventa spesso un paziente ‘complicato’, che nel 60% dei casi abbandona la terapia. E’ spesso deluso dalle cure.

In un momento in cui si parla di medicina personalizzata credo sia arrivato il tempo di concedere ai medici di curare nel miglior modo possibile i loro pazienti – prosegue – E quando dico ‘miglior modo’ intendo che siano i medici a poter scegliere cosa, come e quando, potendo accedere a ogni tipo di farmaco che reputino necessario.

Articolo tratto da Il Corriere della sera” e “Alto Adige”


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Che cos'è la bellezza?

Esiste un concetto di bellezza oggettiva?

La bellezza definita come un insieme di qualità rispondenti a dei” canoni“.

La bellezza oggettiva è in funzione del tempo e alla propria cultura. Ma i canoni cambiano. In un tempo passato veniva considerata bella una donna con un grande ventre e seni prosperosi, forme giunoniche come vediamo nelle opere d’arte del rinascimento.

Oggi chi indossa una taglia 44 si dispera, secondo i canoni della moda degli stilisti di oggi sei troppo. Sei tanto.

Come definire quella soggettiva?

È la bellezza influenzata dai propri sensi e gusti. Il concetto di bello è relativo. È bello quello ci piace quindi senza canoni definiti.

La bellezza interiore

È quella che in realtà rimane tutta la vita, che non si trasforma mentre quella esteriore tende a svanire e a trasformarsi. Platone ci ha parlato di una bellezza interiore legata a morale, a valori, allo spirito, all’amore.

“Saranno le  belle idee a portare avanti il mondo non gli addomi a tartaruga.”

Accettarsi per come si è

La bellezza è qualcosa di più astratto meno concreto e più esteso di qualsiasi realtà, la bellezza è senza confine, senza colore e senza regole ben precise e inequivocabili.

Oggi sembra che l’unico concetto di bellezza sia quello esteriore, forme ideali dettate dalle mode, diffuse estremizzate e sconsideratamente divulgate dai media che influenzano la società procurando nelle persone problemi psicologici dovuti al non sentirsi integrati nella comunità in cui si vive, o addirittura gravi problemi di salute.

Siamo impegnati nella continua ricerca della bellezza perfetta e interveniamo per migliorare, cambiare ciò che non ci piace ricorrendo sempre più spesso alla chirurgia plastica.

Fin da ragazzi, fin da bambini, per essere consapevoli del proprio valore, si deve nutrire il concetto di una bellezza profonda e pura, interiore e la bellezza esteriore come fascino, personalità che risulterà molto accattivante e interessante agli occhi di chi ci circonda. Dobbiamo farci belli per noi stessi e non per altri.

Mi chiedi qual è stato il mio progresso? Ho cominciato a essere amico di me stesso.”

Seneca
uomo che si guarda allo specchio

Con una buona autostima ci apprezziamo di più

Che cos’è l’autostima? È sentirsi apprezzati e degni di stima per quello che facciamo e per quello che siamo.

Si sviluppa gradualmente nel bambino fin dalla prima infanzia, fin da quando egli inizia ad avere percezione delle aspettative e dei giudizi che gli altri hanno su di lui.

Sentirsi autenticamente e realisticamente apprezzati dai genitori nelle proprie abilità così come nelle proprie caratteristiche fisiche rappresentano prerequisiti di base per lo sviluppo di una buona autostima.

Ma che accade con un’autostima troppo fragile: basta una bocciatura a un esame, una critica ricevuta o un errore commesso per farci sentire che non è solo la nostra condotta ad essere stata fallimentare, ma lo siamo di conseguenza noi stessi globalmente come persona.

E’ noto che chi vive con la psoriasi spesso non si piace, quelle macchie rosse sono una ossessione. La mancanza di autostima è molto comune. Specialmente se si crea una dipendenza dall’aspetto fisico, dipendenza che per lo psoriasico è più difficile da superare che per altri.

Quel diavoletto che ci fa pensare che i nostri difetti siano enormi e che siamo in una posizione di svantaggio rispetto a chi ci circonda è sempre al lavoro.

Ma perché dimentichiamo che le nostre caratteristiche, qualità e anche i nostri difetti sono ciò che ci rende unici? È difficile accettare il fatto di non essere quello che si desidera.

Invece di lamentarci per ciò che pensiamo manchi nella nostra vita, per i chili di troppo, per il lavoro, valorizziamo quello che si ha.

Aiutarsi per stare meglio

Sapevate che lo sport,  oltre ad aiutarci a rimetterci in forma, favorisce la produzione di endorfine (gli ormoni del benessere) che ci permette di sentirci meglio con noi stessi? 

donna che fa jogging

30 minuti al giorno di attività fisica moderata innescano dei processi cellulari che hanno potere antinfiammatorio che possono rallentare l’invecchiamento dei cromosomi.

Praticare uno sport sollecita il sistema cardiorespiratorio, può stimolare le funzioni cerebrali e migliorare le prestazioni della memoria. Inoltre lo sport può combattere l’obesità.

Un abbraccio aiuta molto

Sapevi che recenti studi hanno scoperto che un abbraccio di 20 secondi stimola la produzione di ossitocina, serotonina, dopamina?

bambine che si abbracciano

L’ossitocina – ormone del benessere e dell’amore– si attiva attraverso il contatto fisico: stringersi ai propri cari, agli amici, tenere in braccio un bambino, accarezzare un cane. Inoltre:

  • fa diminuire la pressione arteriosa
  • riduce lo stress
  • porta ad avere un atteggiamento più positivo verso la vita
  • rinforza il sistema immunitario

La serotonina, un neurotrasmettitore, è nota per essere l’ormone responsabile del buonumore e della felicità. Più serotonina abbiamo in circolo, maggiore sarà il nostro grado di appagamento.

La serotonina viene stimolata anche dalla attività fisica, dall’esposizione solare, massaggi, socializzazione.

I cibi ricchi zucchero hanno la capacità di aumentare la serotonina nel sistema nervoso centrale come i cibi ricchi di vitamina B (latte, pesce, legumi, agrumi, pomodori, funghi, patate, asparagi, banane, avocado solo per citarne alcuni).

Il potere di un semplice gesto

Per chi si sente solo, sono nate iniziative in tutto il mondo come ‘Free Hugs’: le persone coinvolte si appendono al collo un cartello con questa scritta e si rendono disponibili ad offrire, a chi ne avesse bisogno, un abbraccio caldo e rassicurante.

Inoltre è stata istituita la “Giornata mondiale degli abbracci” come rimedio low-cost alla tristezza. Nel giorno più triste dell’anno quale cura può essere migliore di un abbraccio? Un vero rimedio contro tristezza e stress che può anche prevenire malattie.

Per concludere, essere psoriasici non significa essere di brutto aspetto, lo si diventa se ci si crede. Essere malati non autorizza a trascurare il proprio aspetto fisico, senza farne una ossessione. Lo sforzo è rivolto alla ricerca del benessere, alla ricerca della qualità di vita.


Psoriasi, i pazienti italiani ‘sbarcano’ all’estero

L’Associazione Amici della Fondazione Natalino Corazza fa il proprio ingresso in due realtà di riferimento a livello internazionale: l’International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) e la European Umbrella Organisation for Psoriasis Movements (EUROPSO).

Amici della Fondazione Natalino Corazza è la prima Associazione italiana a supporto dei pazienti con psoriasi a “sbarcare” all’estero. L’Associazione fa il proprio ingresso in due realtà di riferimento a livello internazionale: l’International Federation of Psoriasis Associations(IFPA) e la European Umbrella Organisation for Psoriasis Movements(EUROPSO). L’annuncio arriva dal 24mo Congresso Mondiale di Dermatologia in corso a Milano. In occasione di questa vetrina mondiale della dermatologia, l’Associazione intende ribadire l’importanza di sostenere le persone chiamate a convivere con una patologia che solo in Italia fa registrare circa 2,5 milioni di casi.

“Oggi è un giorno importante – ha commentato Valeria Corazza, Presidente della Fondazione Natalino Corazza-.Siamo felici di entrare a far parte di una rete internazionale che si faccia portatrice dei bisogni dei pazienti di tutto il mondo. Dar voce alle attese delle persone con psoriasi significa partecipare attivamente ai processi decisionali che riguardano percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali. Ma non solo. Le politiche sociali di sostegno e di promozione della qualità di vita sono tutti capisaldi del nostro impegno, da sempre orientato al paziente con psoriasi. Appuntamenti di rilievo come il Congresso, poi, rappresentano un importante momento di confronto con quanti hanno contribuito agli enormi progressi della ricerca clinica. Medici, ricercatori e Associazioni, dunque, devono essere in prima linea nella lotta a questa patologia, troppo spesso sottovalutata e stigmatizzata”.

Nel 2014 l’Ordine Mondiale della Sanità ha riconosciuto la psoriasi come una malattia invalidante. Grazie alla continua ricerca e alle cure farmacologiche oggi, rispetto a vent’anni fa, si può pensare ad una vita più tollerabile.
La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, immuno-mediata, ad andamento cronico-recidivante, è genetica e se non ereditaria è trasmissibile. Si presenta con chiazze gonfie, rosse e squamose tipicamente sulla parte esterna dei gomiti, delle ginocchia e del cuoio capelluto ma può colpire altre parti del corpo. In alcuni casi, alla psoriasi possono associarsi gravi malattie come artrite psoriasica, diabete, malattie cardiache.
Quando si presenta in forma grave, e se non correttamente curata, la psoriasi può compromettere notevolmente la qualità di vita dei pazienti che vanno tutelati ed informati circa i propri diritti.

“Non tutti i pazienti conoscono agevolazioni o esenzioni di cui, in alcuni casi, è possibile beneficiare – ha concluso la Dott.ssa Corazza- Noi Associazioni abbiamo anche il compito di informare correttamente pazienti e familiari. La loro tutela passa anche attraverso una corretta informazione e un supporto concreto nella gestione di alcune pratiche che possono richiedere competenze specifiche”.


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Le scottature: il sole è un alleato ma va preso con moderazione

Articolo a cura della Dtt.ssa Vera Tengattini

scottatura pelle sul braccio

Il sole: costi e benefici dell’esposizione

Il sole è un amico della pelle se preso con moderazione, ma… se eccessivi, i raggi ultravioletti (chiamati anche radiazioni ultraviolette o semplicemente UV) prodotti dal sole diventano “nemici” e sono responsabili di danni acuti, come:

  • scottature
  • ustioni

oppure cronici come:

  • l’invecchiamento cutaneo
  • tumori cutanei, nei casi più gravi, come:
    • melanoma
    • carcinoma a cellule basali
    • carcinoma a cellule squamose

Il segreto nell’esporsi al sole è quindi proprio la moderazione.

Cosa si intende per esposizione solare?

Spesso i pazienti dichiarano di non “esporsi/prendere mai il sole”. In realtà per noi dermatologi “esporsi al sole” non significa solo in vacanza, ma sempre, che sia al mare, in montagna e/o in città. Il concetto di esposizione solare è inteso in senso lato durante tutto l’arco della vita.

Quindi è tipico il caso di pazienti anziani con fotodanneggiamento cutaneo e talvolta, purtroppo, tumori cutanei, che dichiarano di non essere mai stati in ferie… ma magari hanno fatto giardinaggio per tutta la vita!

Per cui esporsi al sole in modo ragionato e moderato previene e limita i danni e consente di godere solo dei benefici del sole.

Concentriamoci sui danni acuti provocati dal sole: le scottature.

Estate foto creata da freepic.diller – it.freepik.com

Perché ci si scotta?

Spesso per conseguenza di una esposizione eccessiva e non progressiva ai raggi solari. La cosiddetta: “Tintarella selvaggia”!

La pelle possiede naturalmente dei mezzi di protezione che sono rappresentati dallo strato corneo e dalla melanina, un pigmento scuro, responsabile dell’abbronzatura, prodotto da cellule specializzate, i melanociti, presenti in quantità diversa, secondo il tipo di carnagione nello strato basale dell’epidermide.

Quando ci si espone al sole gradualmente e la pelle si abbronza si hanno un aumento di produzione della melanina da parte dei melanociti ed un aumento di spessore dello strato corneo della cute, che contribuiscono a proteggere la pelle attenuando la penetrazione delle radiazioni UV negli strati più profondi dell’epidermide. Quando l’esposizione non è graduale e la pelle non ha il tempo di “adeguarsi” alle condizioni cui è sottoposta, questo non avviene, quindi la pelle resta priva di protezione ed è più sensibile ai danni delle radiazioni UV.

strato superficiale della pelle

In realtà non tutte le scottature sono uguali, noi dermatologi le suddividiamo in:

  • eritema: consiste nella comparsa di un tipico arrossamento della cute spesso accompagnato da bruciore e/o edema (gonfiore) della zona interessata
  • ustioni solari: consiste nella comparsa di eritema seguito da vescicole o bolle seguite da erosioni

Alcuni consigli pratici per una corretta esposizione

  • Evita di esporti al sole fra le 11.00 e le 16.00
  • Applica una crema solare ad elevato indice di protezione (spf 50)
  • Il solare deve essere applicato in abbondanza, poiché, riducendo la quantità applicata, il valore del fattore di protezione cala in modo esponenziale
  • Prediligi l’acquisto di creme e fondotinta con fattore di protezione (spf) integrato
  • Nel caso di creme solari a filtro chimico, 30 minuti prima di esporti al sole ricordati di mettere la crema
  • Rinnova l’applicazione della crema ogni due ore
  • Riapplica la crema solare dopo un’intensa attività sportiva o un bagno
  • Proteggiti dai raggi ultravioletti anche con cappello, maglietta e occhiali da sole con lenti omologate
  • Prediligi un’alimentazione ricca di frutta e verdura, o in alternativa ricorri ad integratori solari specifici
  • Bevi molta acqua per evitare la disidratazione. Presta particolare attenzione alle persone anziane, che hanno una sensazione di sete ridotta, ed ai bambini piccoli che si disidratano più facilmente
  • Evita l’esposizione solare se stai assumendo farmaci o utilizzando cosmetici fotosensibilizzanti
  • Evita/riduci l’uso delle lampade abbronzanti

L'insonnia: consigli utili su come affrontarla

Donna foto creata da lifeforstock – it.freepik.com

Articolo a cura della Dtt.ssa Vera Tengattini e della Dtt.ssa Carlotta Stipa

L’insonnia: cos’è?

Chi di noi ha passato una notte insonne sa bene le conseguenze che essa comporta…. Al contrario si è soliti dire “dormici su”, “sonno ristoratore”, perché i benefici del sonno sono altrettanto noti.
Per insonnia si intende un disturbo del sonno caratterizzato da una reiterata difficoltà di inizio, durata, mantenimento o qualità̀ del sonno. Il disturbo è presente nonostante l’opportunità̀ di condizioni e quantità adeguate di sonno e determina una serie di conseguenze diurne negative (DSM-IV-TR, 2001; ICSD-2, 2005).


In particolare, chi soffre di insonnia, riferisce uno o più dei seguenti disturbi relativi al sonno: difficoltà ad iniziare il sonno, difficoltà a mantenerlo o a riprenderlo dopo un risveglio mattutino precoce.

Cosa comporta l’insonnia?

In particolare, chi soffre di insonnia, riferisce uno o più dei seguenti disturbi relativi al sonno:

  • difficoltà ad iniziare il sonno
  • difficoltà a mantenerlo o a riprenderlo dopo un risveglio mattutino precoce

I criteri diagnostici richiedono che i disturbi del sonno causino un significativo disagio, interferendo nel normale svolgimento delle attività quotidiane, che si verifichino nonostante ci siano condizioni adeguate che permettano il sonno e che si presentino su base cronica (almeno tre notti alla settimana per almeno tre mesi).
Per periodi inferiori ai 3 mesi si parla di insonnia situazionale, nel caso in cui questa duri pochi giorni o settimane e sia associata a eventi o periodi particolarmente stressanti (es. un lutto). In questo caso, di solito, la scomparsa del fattore scatenante determina una remissione del disturbo.
In aggiunta ai sintomi notturni, nella maggior parte dei casi sono presenti anche sintomi diurni legati alla scarsa quantità di riposo notturno, quali:

  • fatica
  • irritabilità
  • sonnolenza
  • disturbi dell’umore
  • difficoltà di apprendimento/memoria

Quanto bisogna dormire?

La quantità di sonno necessaria a ciascuno di noi per sentirsi riposati è assolutamente soggettiva.

Esistono soggetti detti “brevi dormitori” che hanno bisogno di poche ore di sonno per sentirsi riposati (5 ore circa) e “lungo dormitori” che hanno bisogno di un sonno di lunga durata (almeno 10 ore) per sentirsi riposati ed efficienti lungo la giornata.

Senza tralasciare questo aspetto, è comunque possibile definire, a grandi linee, un quantitativo di ore di sonno consigliabili in relazione all’età. In base a questo, la National Sleep Foundation ha pubblicato di recente uno schema indicativo del massimo e del minimo delle ore di sonno suggerite per ogni fascia d’età:

FASCIA D’ETÀ ORE DI SONNO AL GIORNO
Neonati 0-3 mesi14-17
Bambini 4-11 mesi12-15
Bambini 1-2 anni11-14
Bambini età prescolare 3-5 anni10-13
Bambini/pre-adolescenti 6-13 anni9-11
Adolescenti 14-17 anni8-10
Giovani adulti 18-25 anni7-9
Adulti 26-64 anni7-9
Anziani 65+ anni7-8

Come si cura l’insonnia?

Molti sono i trattamenti disponibili per l’insonnia ed includono, oltre alle terapie farmacologiche, anche una buona educazione per l’igiene del sonno e interventi comportamentali e psicologici.

Dai dati provenienti da ricerche mediche si evince che il 50% dei pazienti con insonnia soffre anche di una condizione di tipo psichiatrico (cioè l’insonnia può portare a sindrome ansiosa o depressiva, ad es.), che rientra anche tra le sue più comuni cause. Questo tema causa-effetto è stato recentemente oggetto di pubblicazioni che hanno evidenziato come l’insonnia sia a tutti gli effetti non solo un effetto, ma anche una causa (o concausa) dei disturbi dell’umore!

In particolare i ricercatori dello Sleep and Circadian Neuroscience Institute hanno condotto uno studio che ha coinvolto 3.755 studenti provenienti da 26 università del Regno Unito e divisi in due gruppi per arrivare alla conclusione che curando l’insonnia si ha un miglioramento dei problemi psichiatrici (1).

I problemi di sonno sono molto comuni nelle persone, ma per troppo tempo l’insonnia è stata banalizzata come puro sintomo di difficoltà psichiche, piuttosto che una delle cause. Il nostro studio ribalta questa vecchia idea mostrando che l’insonnia può davvero contribuire all’insorgere di disturbi mentali. Aiutare le persone a dormire meglio potrebbe essere un primo passo importante per affrontare problemi psicologici ed emotivi.


Professore Daniel Freeman, docente presso Oxford

Esiste una relazione tra psoriasi e insonnia?

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica multifattoriale talvolta associata ad altre patologie tra cui l‘insonnia.

Vuoi saperne di più su questa patologia? Abbiamo una pagina dedicata alla psoriasi e alle sue forme.

In un recente studio si evince che il 25% dei pazienti affetti da psoriasi soffre di insonnia, mentre nella popolazione non affetta questa percentuale scende al 10,5%. I pazienti con psoriasi dormirebbero peggio a causa del prurito e soprattutto nei momenti di “attività” della malattia (2). Non dormire genererebbe inoltre un calo delle difese immunitarie e un aumento dello stress con conseguente peggioramento a sua volta della psoriasi.

E’ quindi sempre necessario un trattamento specifico dell’ insonnia per migliorare la propria salute e di conseguenza la propria psoriasi.

Cosa fare se si pensa di soffrire di insonnia?

Chiedere aiuto. Consultarsi con il medico curante, con il dermatologo, con il neurologo che potranno indirizzare eventualmente verso indagini più specifiche.

Come si studia il sonno? Come viene diagnosticato?

Il sonno può essere studiato in modo obiettivo attraverso la polisonnografia, una tecnica che combina la misurazione dell’attività cerebrale (EEG), dei movimenti oculari (EOG) e del tono muscolare (EMG).

La diagnosi avviene sulla base della storia clinica riferita dal paziente, e può avvalersi dell’utilizzo di questionari specifici (ad esempio la Epworth Sleepiness Scale), che forniscono una indicazione più precisa circa le caratteristiche, la durata e l’eventuale comorbidità con altri disturbi. La polisonnografia o l’actigrafia sono indicate nel caso si sospetti la presenza di un’altra patologia sottostante il disturbo, ad esempio, disturbi del movimento o apnee in sonno, che possono determinare risvegli notturni o difficoltà di addormentamento (vedi sindrome delle gambe senza riposo) e di conseguenza una sonnolenza diurna.

Le 8 regole per una corretta igiene del sonno:

  1. Evita caffeina nelle tarde ore pomeridiane/serali
  2. Evita sonnellini pomeridiani
  3. Evita alcool/tabacco, pasti abbondanti ed esercizio nelle 2 ore prima di coricarsi
  4. Assicurati che la propria stanza sia un buon ambiente per il sonno (silenziosa, scura e con una temperatura confortevole)
  5. Evita di guardare TV/computer/schermo del telefono vicino al momento di coricarsi
  6. Vai a letto solo quando si ha sonno
  7. Alzati dal letto se non hai sonno
  8. Segui uno schema del sonno regolare (cercare di coricarsi ed alzarsi ad orari prestabiliti)

Bibliografia:

  1. The effects of improving sleep on mental health (OASIS):  a randomised controlled trial with mediation analysis
  2. Saçmacı H, Gürel G. Sleep disorders in patients with psoriasis: a cross-sectional study using non-polysomnographical methods. Sleep Breath. 2019 Mar 11. doi: 10.1007/s11325-019-01820-8. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 30859369
  3. Jensen P, Zachariae C, Skov L, Zachariae R. Sleep disturbance in psoriasis: a  case-controlled study. Br J Dermatol. 2018 Dec;179(6):1376-1384. doi: 10.1111/bjd.16702. Epub 2018 Aug 23. PubMed PMID: 29704428

Benessere naturale, è la Notte Celeste 2019

Dal 14 al 16 giugno l’ottava edizione della grande festa delle Terme dell’Emilia Romagna

Per la sua ottava edizione la Notte Celeste, la grande gesta sotto le stelle delle Terme dell’Emilia Romagna, celebra la salute del corpo e della mente con “Il Tuo Benessere naturale”, l’evento corale del weekend del 14-16 giugno.

Tre giorni di eventi, ed il 15 giugno la giornata clou della festa, dal tramonto a notte inoltrata, coinvolgerà gli stabilimenti termali da Salsomaggiore a Riccione, che tra mille bandiere celesti daranno il benvenuto ad oltre 70.000 ospiti. A rendere imperdibile questo evento, un ricco programma di appuntamenti per tutta la famiglia, e a mezzanotte, come vuole la tradizione della Notte Celeste, ogni località termale saluterà questa edizione 2019 con un momento “rituale”, dai fuochi d’artificio sul mare alle fontane danzanti, passando per la musica sotto le stelle.

Sono tanti gli appuntamenti, quasi tutti gratuiti, da non perdere in questa Notte Celeste 2019:

  • le terme di Cervarezza ospiteranno un originale convegno sulla “Forest Therapy”, l’antico rimedio antistress e antidepressivo che si basa sul trarre energia dalla natura incontaminata dei boschi
  • alle Thermae Oasis di Comacchio relax al chiaro di luna ai “Giardini del benessere” (il percorso idroterapico termale con vasche d’acqua a diversa temperatura)
  • il centro di Salsomaggiore Terme si riempirà già dalla mattina di una magica atmosfera di festa, tra mercatino artigianale e cucina di strada e, dalle 21, musica dal vivo
  • le terme di Monticelli proporranno apericena con dj set el solarium della piscina.
  • alle terme della Salvarola, nel modenese, dj set e cocktail bar nel parco termale
  • alle terme di Porretta la Notte Celeste verrà festeggiata assieme alla quinta edizione del Festival Nazionale dell’Acqua: dal pomeriggio di sabato sarà possibile partecipare a visite guidate alle sorgenti termali sotterranee ed al Centro storico, mentre il Parco termale sarà animato da esibizioni per grandi e piccoli

Sapevi che siamo convenzionati con le terme di Porretta e con altri centri termali in Italia? Clicca qui per scoprire gli altri centri affiliati.

  • Alle Terme dell’Agriturismo, serata con intrattenimento, proposte termalia tema e “Acqua dj set”
  • Alle Terme di Castel San Pietro, festa per tutta la famiglia, con raduno di auto storiche, intrattenimenti ed animazioni per bambini all’interno del parco delle terme e, dalla sera, grande show di Fontane Luminose e spettacoli di ballo.
  • a Castrocaro Terme, intrattenimento musicale e spettacoli di ballo nelle vie e piazze del centro
  • al Grand Hotel Terme della Fratta nel pomeriggio escursione in E-bike con aperitivo naturale, sedute di yoga e stretching dei meridiani, cena “stellata” ispirata alla Notte Celeste e, in alternativa, pic nic celeste nel parco termale, con spettacolo finale di fontane danzanti.
  • a Bagno di Romagna, passeggiata serale “Dolce & Salute” con degustazioni di dessert e cocktail alla frutta e gran varietà in Piazza Ricasoli con la comicità di Fabrizio Fontana, Capitan Ventosa da Striscia la Notizia e James Tont da Zelig
  • trattamenti a tema nei centri termali Rosèo Euroterme Wellness Resort, Hotel delle Terme di Sant’Agnese e Grand Hotel Terme Roseo a seguire dj set e flashmob di mezzanotte
  • alle terme di Riolo offerte speciali e prova gratuita delle cure inalatorie, e a quelle di Cervia piscina termale aperta fino a tardi
  • a Riminiterme dal pomeriggio di sabato camminata ecologica in riva al mare con raccolta rifiuti, “rustida” di pesce azzurro, concerto di Sergio Casabianca e fuochi d’artificio finali per poi proseguire all’alba di domenica, con il concerto dei The Jammers, featuring Fabrizio Bosso (a pagamento).
  • a Riccione Terme e Perle d’Acqua Park tutti coloro che indosseranno un costume celeste entreranno gratuitamente e la sera emozioni a non finire tra concerti, installazioni luminose, artigianato e degustazioni enogastronomiche nel parco

Per maggiori info consultate il sito ufficiale dell’evento: www.lanotteceleste.it


How food changes us

The conference “How food changes us: nutrition, nutraceuticals and nutrigenomics” (Come il cibo ci modifica: nutrizione, nutraceutica e nutrigenomica) was held on the 7th of June 2017, in the Hall of the Order of Pharmacists of the province of Bologna.

The speakers were:

  • Claudio Borghi – moderator
  • Carlo Gessa – “Organic farming products: a questionable choice” (Prodotti da agricoltura biologica: una scelta discutibile)
  • Silvana Hrelia – “Nutraceuticals and translational nutrition: the 3.0 vision of enhancement medicine” (Nutraceutica e nutrizione traslazionale: la visione 3.0 della medicina potenziativa)
  • Arrigo Cicero – “Clinical nutraceuticals, inflammation and correlated risks: diet and pharmaceuticals” (Nutraceutica clinica, infiammazione e rischi correlati: fra dieta e farmaco).
  • Federico Bardazzi – “Psoriasis and nutrition: do certain foods influence psoriasis?” (Psoriasi e nutrizione: esistono cibi che la influenzano?)
  • Luigi Greco – “How food changes us: nutrigenomics and health” (Come il cibo ci modifica: nutrigenomica e salute)

The information material provided by the speakers is available on the right-hand side of this page. You can also download the summary of the conference, written by Professor Gianni Porzi, at the following link.

Download the summary of the conference in italian


È uscito il nostro opuscolo informativo N°5

Abbiamo pubblicato la nuova edizione del nostro opuscolo!

opuscolo informativo numero cinque fondazione corazza

I risultati del progetto di fototerapia domiciliare sono molto positivi, nel frattempo la ricerca finanziata dalla nostra fondazione sui Linfociti T e la psoriasi procede con nuove scoperte interessanti.

L’attività di supporto psicologico per pazienti affetti da psoriasi proseguirà nel 2019 e il “Premio Natalino Corazza” verrà riproposto anche quest’anno, arrivando così alla sua terza edizione. L’edizione dello scorso anno ha visto tanti giovani artisti dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna partecipare con la loro creatività sul tema delle “macchie” della pelle.

Abbiamo siglato delle convenzioni con importanti centri termali specializzati nel trattamento della psoriasi.

Abbiamo inoltre stilato il programma delle nostre attività che svolgeremo nel 2019, senza dimenticare le tante iniziative svolte durante la Giornata Mondiale della Psoriasi. C’è ancora molto da fare ma continuiamo a lavorare senza fermarci!

Leggi qui il nostro Opuscolo N°5 aggiornato per saperne di più.


Fondazione Corazza Psoriasi&Co.

Artrite psoriasica: 6 modi per proteggere le articolazioni

Può essere molto invalidante e di certo impatta sulla vita di tutti i giorni. Per questo i pazienti che soffrono di artrite psoriasica hanno tanti dubbi su ciò che possono o non possono fare e anche su come possono trovare un po’ di sollievo. Ecco 6 consigli per proteggere le articolazioni.

Colpisce circa 100.000 italiani e compare generalmente fra i 30 e i 50 anni. Può interessare fino a sei differenti sedi a partire dalle articolazioni periferiche, come ginocchia, polsi, caviglie e spalle, che risultano gonfie, rigide e doloranti. Anche se oggi esistono farmaci molto efficaci, non si può guarire del tutto e la qualità di vita può essere fortemente compromessa. I dubbi e le domande che hanno questi pazienti sono tanti. Valeria Corazza, presidente della Fondazione Natalino Corazza ha realizzato un opuscolo per rispondere ai quesiti più frequenti dei pazienti e spiegare come nella vita di tutti i giorni si possono proteggere le articolazioni. Ecco le 6 regole più importanti.

1.Conoscere il proprio corpo

E’ importante individuare i momenti e gli aspetti della quotidianità che scatenano o intensificano il dolore. Così, sarà possibile basarsi proprio su queste osservazioni per trovare il modo di svolgere le attività evitando i gesti che scatenano o peggiorano il dolore.

2.Distribuire il carico sulle articolazioni più forti

Più l’articolazione è grande e più è forte, perciò le grandi articolazioni possono sopportare un carico maggiore rispetto alle piccole. Caricare le piccole articolazioni più del dovuto può sforzare le strutture articolari e provocare dolore; questo vale in particolare per le piccole articolazioni delle mani, quindi se ad esempio bisogna pulire il tavolo con la spugnetta, meglio usare il palmo della mano aperto invece che le sole dita.

3.Evitare di restare fermi troppo a lungo nella stessa posizione

Le posizioni tenute troppo a lungo non sono l’ideale perché le articolazioni tendono ad irrigidirsi; inoltre, l’immobilizzazione prolungata di un’articolazione per giorni o settimane può indebolire molto il muscolo che la muove. Se quando si va a teatro o al cinema dopo un po’ si irrigidiscono le ginocchia, si può provare a sedersi nei posti vicino al corridoio, così si ha lo spazio per allungare le gambe di tanto in tanto.

4.Alleggerire le articolazioni

Chi soffre di artrite tende a muoversi poco a causa del dolore; questa situazione favorisce la comparsa di sovrappeso e obesità, che sovraccaricano i muscoli e le articolazioni, specialmente quelle della parte inferiore del corpo (bacino, ginocchia e caviglie). Perdere peso contribuisce a ridurre il dolore, regalando una sensazione di benessere ed energia.

5.Mantenere una corretta postura

Mantenere una postura eccessivamente rilassata o troppo rigida, ma anche stare seduti o in piedi a lungo nella stessa posizione può provocare mal di schiena. Imparare una corretta postura è una strategia efficace per contrastare il dolore provocato dall’artrite: inizialmente può essere un po’ faticoso, ma poi diventa naturale e richiede molto meno impegno.

6.Praticare sport

L’esercizio fisico gioca un ruolo importante nel controllo del peso e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Un programma di esercizi studiato su misura contribuisce a ridurre il dolore e migliorare la funzionalità articolare. Non tutti i tipi di sport vanno bene; in linea di massima, camminare, nuotare e andare in bicicletta sono attività sicure che puoi svolgere tranquillamente. Tuttavia, chi ha l’artrite deve comunque adottare una serie di accorgimenti per praticare il fitness in sicurezza, ad esempio fare un riscaldamento più lungo prima dell’esercizio. E’ utile anche consultare un fisioterapista o un terapista occupazionale per studiare insieme un programma di attività aerobica che sia allo stesso tempo efficace e adeguato.

Fonte: https://www.repubblica.it/dossier/salute/psoline/2019/03/19/news/artrite_psoriasica_sei_modi_per_proteggere_le_articolazioni-222024501/