Il professor Giampiero Girolomoni, che dirige l’Unità operativa di clinica dermatologica dell’Università di Verona, spiega come possiamo scoprire il nostro livello di produzione di vitamina D nella pelle:

“Si dosa nel sangue, quando la quantità non raggiunge i 20 nanogrammi per millimetro è raccomandabile integrarla per via orale. Dai 45 nanogrammi in su il livello è da considerare normale. La dieta non è sufficiente per l’apporto, perchè la vitamina D è contenuta nei grassi dei cibi che noi scartiamo sempre.”

Poco o tanto sole? Che cosa fa bene per la pelle? Come ci dobbiamo regolare?
“Il sole va sempre bene, basta proteggersi con filtri solari, come minimo un fattore 30. O con indumenti colorati.”

Tuttavia le creme solari più diffuse nel mercato sembrano contenere allergeni o sostanze chimiche che possono alterare il sistema ormonale. È vero?

“No. Le allergie sono rarissime, le protezioni solari non alterano il sistema ormonale. Sono sicure, si potrebbero mangiare.”

Vede più tumori cutanei o patologie legate alla scarsa esposizione al sole rispetto al passato?
“I tumori della pelle dipendono dal sole che si è preso da ragazzi e si manifestano vent’anni dopo. Sono in aumento, a partire dai 30-40 anni perché l’onda è lunga e perché eravamo abituati a prendere il sole senza le precauzioni che adottiamo oggi. I giovani dovrebbero proteggersi dai raggi solari, al contrario degli anziani che ne hanno bisogno ma lo evitano.