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Articolo a cura della Dtt.ssa Vera Tengattini specialista in Dermatologia e della Dtt.ssa Carlotta Stipa specialista in Neurologia

L’insonnia: cos’è?

Chi di noi ha passato una notte insonne sa bene le conseguenze che essa comporta…. Al contrario si è soliti dire “dormici su”, “sonno ristoratore”, perché i benefici del sonno sono altrettanto noti.
Per insonnia si intende un disturbo del sonno caratterizzato da una reiterata difficoltà di inizio, durata, mantenimento o qualità̀ del sonno. Il disturbo è presente nonostante l’opportunità̀ di condizioni e quantità adeguate di sonno e determina una serie di conseguenze diurne negative (DSM-IV-TR, 2001; ICSD-2, 2005).


In particolare, chi soffre di insonnia, riferisce uno o più dei seguenti disturbi relativi al sonno: difficoltà ad iniziare il sonno, difficoltà a mantenerlo o a riprenderlo dopo un risveglio mattutino precoce.

Cosa comporta l’insonnia?

In particolare, chi soffre di insonnia, riferisce uno o più dei seguenti disturbi relativi al sonno:

  • difficoltà ad iniziare il sonno
  • difficoltà a mantenerlo o a riprenderlo dopo un risveglio mattutino precoce

I criteri diagnostici richiedono che i disturbi del sonno causino un significativo disagio, interferendo nel normale svolgimento delle attività quotidiane, che si verifichino nonostante ci siano condizioni adeguate che permettano il sonno e che si presentino su base cronica (almeno tre notti alla settimana per almeno tre mesi).
Per periodi inferiori ai 3 mesi si parla di insonnia situazionale, nel caso in cui questa duri pochi giorni o settimane e sia associata a eventi o periodi particolarmente stressanti (es. un lutto). In questo caso, di solito, la scomparsa del fattore scatenante determina una remissione del disturbo.
In aggiunta ai sintomi notturni, nella maggior parte dei casi sono presenti anche sintomi diurni legati alla scarsa quantità di riposo notturno, quali:

  • fatica
  • irritabilità
  • sonnolenza
  • disturbi dell’umore
  • difficoltà di apprendimento/memoria

Quanto bisogna dormire?

La quantità di sonno necessaria a ciascuno di noi per sentirsi riposati è assolutamente soggettiva.

Esistono soggetti detti “brevi dormitori” che hanno bisogno di poche ore di sonno per sentirsi riposati (5 ore circa) e “lungo dormitori” che hanno bisogno di un sonno di lunga durata (almeno 10 ore) per sentirsi riposati ed efficienti lungo la giornata.

Senza tralasciare questo aspetto, è comunque possibile definire, a grandi linee, un quantitativo di ore di sonno consigliabili in relazione all’età. In base a questo, la National Sleep Foundation ha pubblicato di recente uno schema indicativo del massimo e del minimo delle ore di sonno suggerite per ogni fascia d’età:

FASCIA D’ETÀ ORE DI SONNO AL GIORNO
Neonati 0-3 mesi14-17
Bambini 4-11 mesi12-15
Bambini 1-2 anni11-14
Bambini età prescolare 3-5 anni10-13
Bambini/pre-adolescenti 6-13 anni9-11
Adolescenti 14-17 anni8-10
Giovani adulti 18-25 anni7-9
Adulti 26-64 anni7-9
Anziani 65+ anni7-8

Come si cura l’insonnia?

Molti sono i trattamenti disponibili per l’insonnia ed includono, oltre alle terapie farmacologiche, anche una buona educazione per l’igiene del sonno e interventi comportamentali e psicologici.

Dai dati provenienti da ricerche mediche si evince che il 50% dei pazienti con insonnia soffre anche di una condizione di tipo psichiatrico (cioè l’insonnia può portare a sindrome ansiosa o depressiva, ad es.), che rientra anche tra le sue più comuni cause. Questo tema causa-effetto è stato recentemente oggetto di pubblicazioni che hanno evidenziato come l’insonnia sia a tutti gli effetti non solo un effetto, ma anche una causa (o concausa) dei disturbi dell’umore!

In particolare i ricercatori dello Sleep and Circadian Neuroscience Institute hanno condotto uno studio che ha coinvolto 3.755 studenti provenienti da 26 università del Regno Unito e divisi in due gruppi per arrivare alla conclusione che curando l’insonnia si ha un miglioramento dei problemi psichiatrici (1).

I problemi di sonno sono molto comuni nelle persone, ma per troppo tempo l’insonnia è stata banalizzata come puro sintomo di difficoltà psichiche, piuttosto che una delle cause. Il nostro studio ribalta questa vecchia idea mostrando che l’insonnia può davvero contribuire all’insorgere di disturbi mentali. Aiutare le persone a dormire meglio potrebbe essere un primo passo importante per affrontare problemi psicologici ed emotivi.


Professore Daniel Freeman, docente presso Oxford

Esiste una relazione tra psoriasi e insonnia?

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica multifattoriale talvolta associata ad altre patologie tra cui l‘insonnia.

Vuoi saperne di più su questa patologia? Abbiamo una pagina dedicata alla psoriasi e alle sue forme.

In un recente studio si evince che il 25% dei pazienti affetti da psoriasi soffre di insonnia, mentre nella popolazione non affetta questa percentuale scende al 10,5%. I pazienti con psoriasi dormirebbero peggio a causa del prurito e soprattutto nei momenti di “attività” della malattia (2). Non dormire genererebbe inoltre un calo delle difese immunitarie e un aumento dello stress con conseguente peggioramento a sua volta della psoriasi.

E’ quindi sempre necessario un trattamento specifico dell’ insonnia per migliorare la propria salute e di conseguenza la propria psoriasi.

Cosa fare se si pensa di soffrire di insonnia?

Chiedere aiuto. Consultarsi con il medico curante, con il dermatologo, con il neurologo che potranno indirizzare eventualmente verso indagini più specifiche.

Come si studia il sonno? Come viene diagnosticato?

Il sonno può essere studiato in modo obiettivo attraverso la polisonnografia, una tecnica che combina la misurazione dell’attività cerebrale (EEG), dei movimenti oculari (EOG) e del tono muscolare (EMG).

La diagnosi avviene sulla base della storia clinica riferita dal paziente, e può avvalersi dell’utilizzo di questionari specifici (ad esempio la Epworth Sleepiness Scale), che forniscono una indicazione più precisa circa le caratteristiche, la durata e l’eventuale comorbidità con altri disturbi. La polisonnografia o l’actigrafia sono indicate nel caso si sospetti la presenza di un’altra patologia sottostante il disturbo, ad esempio, disturbi del movimento o apnee in sonno, che possono determinare risvegli notturni o difficoltà di addormentamento (vedi sindrome delle gambe senza riposo) e di conseguenza una sonnolenza diurna.

Le 8 regole per una corretta igiene del sonno:

  1. Evita caffeina nelle tarde ore pomeridiane/serali
  2. Evita sonnellini pomeridiani
  3. Evita alcool/tabacco, pasti abbondanti ed esercizio nelle 2 ore prima di coricarsi
  4. Assicurati che la propria stanza sia un buon ambiente per il sonno (silenziosa, scura e con una temperatura confortevole)
  5. Evita di guardare TV/computer/schermo del telefono vicino al momento di coricarsi
  6. Vai a letto solo quando si ha sonno
  7. Alzati dal letto se non hai sonno
  8. Segui uno schema del sonno regolare (cercare di coricarsi ed alzarsi ad orari prestabiliti)

Bibliografia:

  1. The effects of improving sleep on mental health (OASIS):  a randomised controlled trial with mediation analysis
  2. Saçmacı H, Gürel G. Sleep disorders in patients with psoriasis: a cross-sectional study using non-polysomnographical methods. Sleep Breath. 2019 Mar 11. doi: 10.1007/s11325-019-01820-8. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 30859369
  3. Jensen P, Zachariae C, Skov L, Zachariae R. Sleep disturbance in psoriasis: a  case-controlled study. Br J Dermatol. 2018 Dec;179(6):1376-1384. doi: 10.1111/bjd.16702. Epub 2018 Aug 23. PubMed PMID: 29704428