Il corto "E' giunto il tempo" arriva al cinema

La Fondazione Natalino Corazza porterà il suo cortometraggio sul grande schermo presso il Cinema Teatro Galliera di Bologna. Il tema è quello della psoriasi, analizzato dal punto di vista dell’autrice Carlotta Savorelli che sarà presente alla proiezione del video.

Sarà un’occasione utile per discutere della patologia e delle sue conseguenze nella vita di tutti i giorni. L’evento si terrà il 14 Novembre dalle 19 alle 20:30, l’ingresso è gratuito.

locandina evento corto


IL BATTERIO NEL CIBO, DALLA COLICA FINO AL BOTULISMO

L’OMS ha dichiarato che oltre 600 milioni di persone ogni anno si ammalano a causa di Batteri o virus
Numerosi gli allarmi con conseguenti denunce e i ritiri di cibi contaminati nella grande distribuzione sopratutto

E’ vero che gli alimenti possono trasmettere malattie?
Vero. Negli alimenti o anche nell’acqua possono essere presenti microrganismi patogeni, batteri,
che contaminano la salubrità di alimenti se aggiunti intenzionalmente o casualmente e che possono causare malattie se superano le barriere difensive dell’uomo, soprattutto bambini, anziani, e individui carenti per malattie o stress.

Ma come avviene la contaminazione ??
I batteri possono essere presenti negli alimenti all’origine (vegetali cresciuti su terreni contaminati o irrorati con acque contaminate, carni di animali infetti,) o contaminare gli alimenti durante le varie fasi della lavorazione a causa di manipolazione con mani sporche o a causa di secrezioni aeree o usando acqua non potabile o per contatto con cibi contaminati.
In che modo gli alimenti diventano causa (Tossinfezioni alimentari)??
La azione nociva dei microrganismi avviene per ingestione dell’alimento contaminato dagli agenti infettivi (come nel caso della Salmonella) o per intossicazioni attraverso tossine prodotte dall’alimento stesso ( come per il Botulismo)
.
Esistono oggi al mondo più di 250 tossinfezioni alimentari, che si manifestano con differenti sintomi e sono causate da diversi agenti patogeni, perlopiù batteri, virus e parassiti. Con il passare degli anni, vengono identificati continuamente nuovi patogeni (i cosiddetti patogeni emergenti, come Campilobacter jejuni, Escherichia coli 157:H7, Listeria monocytogenes, Yersinia enterocolitica, etc), alcuni dei quali si diffondono anche per effetto dell’incremento di scambi commerciali, di ricorso alla ristorazione collettiva, di grandi allevamenti intensivi e di viaggi.

Ma quali sono le malattie più frequenti e quali i sintomi

° botulismo
è una intossicazione molto grave che si manifesta dopo 12/36 ore dal consumo del cibo contaminato
Bocca secca, debolezza muscolare, vista offuscata difficolta ad inghiottire sono i sintomi.
Nausea o diarrea non sono sempre presenti
I cibi responsabili sono frutta e verdure preparate in casa, insaccati più raramente cibi in scatola

° Salmonellosi
Si manifesta, a distanza di 6/72 ore dal consumo del cibo contaminato, con nausea, vomito diarrea febbre
I cibi responsabili sono latte, uova, carmi e derivati, pollame

° Stafilococco aureo
Stessi sintomi della Salmonellosi ma si manifesta dopo 30 minuti/7 ore dal consumo del cibo contaminato
Cibi responsabili latte panna formaggi non pastorizzati, uova crude(gelati, salse, creme) carni poco cotte
Tossinfezione da clostridium perfigens
Si manifesta dopo 6/24 ore dal consumo di cibo contaminato con coliche addominali e diarrea
Responsabili sono carni pollame e pesci elaborati e lasciati a lungo a temperatura ambiente,quindi cattive condizioni di conservazione
Tossinfezione da bacillo cereus scarsamente virulento
Molto diffuso nell’ambiente soprattutto nel suolo
Si manifesta con dolori addominali dopo 10/15 ore dalla consumo dell’alimento contaminato
Alimenti a base di riso alimenti con amido e cibi tenuti a lungo a temperatura ambiente dopo la cottura.
Le tossinfezione e le intossicazioni alimentari, ma non il botulismo, si manifestano con una sintomatologia comune a carico di stomaco e intestino.
Non curarsi da soli ma rivolgersi al medico che ci darà il farmaco giusto quando necessario
Occorre rispettare le comuni norme di igiene nel caso di diarrea lavarsi sempre le mani
Ci sono regole da seguire per prevenire?

Acquisto, conservazione e preparazione

Acquistare prodotti di qualità da fornitori di fiducia quando possibile.
Verificare la pulizia del posto di acquisto, l’integrità delle confezioni, controllare le date di scadenze e gli ingredienti.
Per le carni e il pesce evitare di acquistare prodotti esposti su banchi non refrigerati e se surgelati controllate che le confezioni non siano ricoperte di brina o ghiaccio o bagnate: significa che è stata interrotta la catena del freddo
Il latte deve essere pastorizzato, i formaggi freschi debbono essere esposti in banco frigo

Per quanto riguarda la conservazione se il prodotto non viene usato subito, per periodi brevi da 3 a 5 giorni il frigorifero a 4° è il luogo più idoneo
Avvolgere gli alimenti in alluminio o sacchetti da frigo separatamente perché non entrino a contatto tra loro. Il pesce va conservato nella parte più fredda Fare attenzione alla pulizia del frigo.
Le uova andrebbero lavate e non utilizzate se presentano il guscio rotto
Se si prevede di non consumare entro breve tempo l’alimento è bene surgelarlo cosi potrà durare anche 6 mesi

La preparazione
Quando si vuole utilizzare un alimento sia carne che pesce surgelato scongelarlo in frigorifero o nel forno microonde. Evitare a temperatura ambiente
Il pollo va ben cotto, i frutti di mare che non si aprono vanno scartati, le salse e le creme a base di uova crude vanno immediatamente riposte in frigorifero in contenitori chiusi e utilizzate al più presto.
Non preparate carni o pesci o verdure sullo stesso piano di lavoro e gli utensili vanno lavati con attenzione con saponi e acqua calda

Lo scenario delle malattie trasmesse da alimenti è oggi profondamente cambiato dovuto soprattutto al cambiamento delle abitudini alimentari. Sono molto aumentati i pasti fuori casa, il consumo dei cibi precotti a lunga conservazione e l’arrivo sulle nostre tavole, dovuto alla globalizzazione di alimenti non sempre controllati
Inoltre sono arrivate mode e tendenze che ci costringono ad essere cauti.

La dieta paleolitica che permette la cottura a 42° massimo e non uccide molti batteri a questa temperatura
Il crudismo invita a consumare cibi crudi
L’introduzione nelle diete occidentali di preparazioni come il sushi, il sashimi e la comparsa di locali che offrono questo tipo di cucina, il consumo di pesce crudo è decisamente aumentato. Se dal punto di vista nutritivo le differenze tra cotto e crudo sono poco significative, dal punto di vista igienico si corrono molti meno rischi d’ingerire batteri o agenti patogeni se lo si consuma ben cotto. Osservare le norme igieniche è una regola per tutti gli alimenti, ma per i prodotti del mare la soglia di attenzione deve essere un po’ più alta
Il pesce dicevamo consumato crudo è pericoloso perché negli
Intestini dei pesci trova dimora l’anisakis parassita intestinale molto pericoloso.
Ma se il pesce viene subito sviscerato e abbattuto il terribile parassita muore e possiamo tranquillamente gustarci le acciughe marinate o il carpaccio di tonno o la tartare di orata.
I molluschi bivalve tipo ostriche non ospitano l’anisakis perché privi di intestino. Anche i crostacei è buona norma utilizzarli solo se abbattuti

Cosa significa ABBATTUTI??

L’ abbattitore è uno strumento (contenitore tipo freezer) che consente di portare l’alimento a temperature tra i -20 e – 40°C molto velocemente , il pesce deve restare a queste temperature per un tempo variabile dalle poche ore fino a più giorni a seconda dello strumento e della temperatura. Solo con questa procedura si distruggono le larve.
I pericoli maggiori provengono dai ristoranti che non osservano la normativa europea del 2004 che obbliga l’abbattimento a tutti gli esercizi che vendono o servono pesce crudo.


Psoriasi: 6 consigli per migliorare la tua pelle in estate

L’estate è la stagione ideale per investire in metodi naturali per il trattamento della psoriasi. Il sole, infatti, in questo periodo dell’anno diventa come un farmaco per la nostra pelle. Il motivo? Grazie al sole assumiamo circa l’80% della vitamina D necessaria al fabbisogno giornaliero.

 

1. L’importanza della Vitamina D

Considerata più un ormone che una vitamina, controlla la quantità di calcio che viene assorbita dall’intestino; regola i livelli del calcio e del fosforo nel sangue e nelle ossa quindi è fondamentale per la crescita dei ragazzi e per la prevenzione della osteoporosi, fragilità della ossa, comune nelle donne in menopausa, inoltre svolge una azione antinfiammatoria. Chi ha livelli bassi di vitamina D è a rischio di sviluppare colon irritabile e colite infiammatoria.

 

2. Quando e quanto esporsi al sole

Circa 20 minuti al giorno di esposizione su pelle nuda, in costume o in maglietta e pantaloncini copriranno il fabbisogno giornaliero di vitamina D. Chi ha la pelle più chiara non necessita di lunghe esposizioni al sole. L’amata abbronzatura ci farà assimilare la Vitamina D più lentamente. In inverno con viso e mani scoperte una passeggiata all’aria aperta di 30 minuti potrà bastare.
Le radiazioni UVB sono molto intense tra le 11.00 e le 16.00 e ci si può scottare facilmente, inoltre l’ altitudine e il riflesso che genera l’acqua del mare,la neve o gli specchi abbronzanti possono accentuarne la intensità.

 

3. Utilizzare le creme per proteggere la pelle

Il consiglio è quello di usare creme con filtro adeguato al proprio fototipo.
Le protezioni solari da una parte ci proteggono dai raggi ultravioletti dall’altra non permettono la sintesi di vitamina D. Vi consigliamo quindi di utilizzare le creme protettive nelle ore più calde del giorno riservando almeno 20 minuti di tempo ad una esposizione senza crema (ovviamente quando il sole è basso e non vi è più il rischio di scottature).

 

4. Evitare la sovraesposizione perché può causare effetti negativi

Queste sono le patologie più frequenti legate all’eccessiva esposizione solare:
Melanoma: il principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta, principalmente rappresentata dai raggi del sole. Altri fattori di rischio noti sono l’insufficienza del sistema immunitario e alcune malattie ereditarie.
Basalioma (carcinoma basocellulare) e spinalioma (carcinoma spinocellulare) abbreviato in BCC: è la forma più comune di tumore della pelle, con circa 2,8 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno negli Stati Uniti. Le persone che hanno avuto un BCC presentano un rischio maggiore di svilupparne altri negli anni successivi, sia nella stessa sede del primo tumore che in altre parti del corpo. La causa pricipale dei BCC è rappresentata dall’esposizione al sole. Il danno che porta allo sviluppo di questo tumore è il risultato sia di una esposizione cronica e cumulativa ai raggi solari come quella quotidiana, sia di una esposizione occasionale ed intensa, come quella che porta ad esempio alla comparsa di ustioni solari.
Invecchiamento precoce della pelle a causa delle ustioni.

 

5. Il sole è nostro alleato ma bisogna comunque prestare attenzione ai segnali della nostra pelle

Il sole è fondamentale per la nostra vita: accellera il ricambio cellulare, agisce da disinfettante bloccando la riproduzione di alcuni batteri, stimola la formazione di vitamina D ed è anche un naturale antidepressivo, poiché incrementa la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore.
E’ necessario seguire delle regole e ascoltare le sensazioni di fastidio che il sole ci provoca.

 

6. Consumare cibi ricchi di antiossidanti e Vitamina C proteggono dal sole

Infatti i cibi ricchi di antiossidanti aumentano la protezione della pelle e potenziano le sue difese contro l’azione nociva dei radicali liberi (causati dalle aggressioni di agenti esterni quali inquinamento, fumo, esposizione al sole). In estate li troviamo in albicocche, melone, pesche, pomodori, more, lamponi e mirtilli. Senza dimenticare noci di vario tipo. Mentre i cibi ricchi di vitamina C come kiwi, arance e limoni e di vitamina A (o retinolo) favoriscono la sintesi di molecole dello strato connettivo, responsabili dell’elasticità della pelle e della sua idratazione; tra gli alimenti ricchi di questa vitamina troviamo uova, formaggio, spinaci e broccoli. Scopri qui la nuova piramide alimentare consigliati dai medici.


C'è un organo del corpo umano che non si era mai visto

Grazie a nuove tecniche d’indagine si è scoperto l’interstitium,sotto la pelle e le mucose,fatto di canali pieni di fluido. Ora resta da capire bene a cosa serva.

Possibile che,a cinquecento anni dai primi accurati disegni del corpo umano di Leonardo da Vinci,ci siano ancora organi da scoprire? Per il professore di patologia Neil Theise, della New York University,ci era addirittura sfuggito uno degli organi più grandi del nostro corpo.«Lo abbiamo chiamato interstitium ed è costituito dal tessuto connettivo,cioè lo strato che fa aderire la pelle ai muscoli o le mucose agli organi interni»dice Thiese. «Si pensava che il connettivo fosse costituito da una matrice compatta di collagene e altre proteine fibrose,prodotte da cellule specializzate. Abbiamo scoperto che,in realtà,è percorso da una fitta rete di canali pieni di liquido,la cui funzione è tutta da capire.»

Il perché nessuno se ne sia accorto prima si spiega facilmente:per esaminare al microscopio i tessuti i ricercatori li disidratano per conservarli e questo fa collassare i canali del connettivo,larghi circa 20 millesimi di millimetro,rendendoli irriconoscibili.«Li abbiamo notati solo ora grazie alla endomicroscopia laser confocale,che consente di esaminare tessuti viventi mentre stanno funzionando. Applicando questa tecnica per vedere l’estensione del tumore ai dotti biliari di un paziente, i chirurghi David Carr-Locke e Petros Benias,del Beth Israel Medical Center,hanno notato per primi i canali del connettivo e,in seguito,li abbiamo individuati sotto tutti i tessuti di rivestimento del corpo umano,il che fa dell’interstitium uno degli organi più vasti.» Così vasto da risolvere anche il mistero di dove fosse un terzo dei circa 40 litri di acqua che costituiscono il nostro peso,visto che le cellule ne contengono circa la metà e sangue e linfa solo un altro 15 per cento:il 35 per cento mancante gonfia l’interstitium.

«Questo ‘cuscino liquido’ ha probabilmente come prima funzione quella di ammortizzare gli urti sugli organi interni,ma potrebbe avere compiti di trasporto delle sostanze nutritive,oppure una parte nelle reazioni immunitarie,visto che l’interno dei condotti è tappezzato di cellule mesenchimali,che formano cicatrici in presenza di infiammazione. Potrebbe persino condurre correnti elettriche,e spiegare così l’efficacia dell’agopuntura» conclude Thiese,che ha un forte interesse nelle medicine tradizionali.

«Si tratta in effetti di una scoperta che può avere notevoli ricadute mediche»conferma Giorgio Iervasi,direttore dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa.«Questa rete di canali,per esempio,può spiegare perché i tumori che invadono l’interstizio risultino molto pericolosi:forse le cellule tumorali si spostano lungo i canali,creando metastasi.E l’interstizio potrebbe avere anche un ruolo in malattie e nell’invecchiamento della pelle. Ma,per capirlo,dovremo individuare le funzioni di questo nuovo organo e capire che cosa circoli nei suoi canali: solo così potremo vedere come si alteri in caso di malattie e se possa servire come mezzo di diagnostico e di somministrazione di terapie.»

Articolo a cura di Alex Saragosa tratto da “Il Venerdì” della Repubblica del 20 Aprile 2018


Fondazione Corazza e Terme di Cervia insieme

Terme Cervia e Fondazione Corazza

Da qualche settimana abbiamo stipulato una nuova convenzione. Per i nostri associati sarà possibile accedere alle promozioni delle Terme di Cervia.

Da sessant’anni le Terme di Cervia credono nella natura, nelle persone e nella ricerca. Questo stabilimento apre le sue porte a chi desidera sperimentare l’azione benefica della natura, associata ai trattamenti proposti: bagni, fanghi, massoterapia, inalazioni. Un luogo “liminale”, di confine e trasformazione alchemica, dove si entra per accedere ad un livello di benessere superiore e perseguire un percorso di cure e rigenerazione.

I benefici dell’Acqua Madre e dei fanghi delle Terme di Cervia sono attestati da ricerche e studi e il loro ruolo terapeutico nella cura e nella riabilitazione di numerose patologie è riconosciuto dal Ministero della Salute.

La ricerca medica continua a studiare e a confermare il potere benefico e di cura delle inalazioni, dei bagni,dei fanghi, e in generale delle proposte che costituiscono l’offerta dello stabilimento.

Terme di Cervia si distingue inoltre nel panorama termale italiano, per la ricerca condotta nella sperimentazione della cura per la psoriasi che ha dato ottimi risultati di comprovata efficacia.

Sotto la lista di tutti le promozioni disponibili per gli associati.

  • Accesso preferenziale di prenotazione alla visita medica di ammissione alle cure al numero verde 800237842
  • Con impegnativa medica che riporta la diagnosi di artrite psoriasica, pagamento del solo ticket sanitario, la cura prevede 12 giorni di trattamento di fango balneoterapia in apposito solarium senza bisogno di prenotazione e con la possibilità di sostare beneficiando dell’esposizione solare. Omaggio del supplemento ozono in vasca. Per chi termina i 12 giorni previsti dal ciclo di cura con SSN possibilità di aggiungere la terza settimana di cura, come previsto dal nostro protocollo di studio a € 120.00 per 6 giorni.
  • Controllo dermatologico gratuito durante il ciclo di cura in convenzione.
  • Sconto del 20 % sulla linea dei prodotti dermatologici Liman Termae formulati in esclusiva per
    Terme di Cervia composta da: un olio detergente ozonizzato, una crema corpo emolliente iperidratante, un fango corpo lenitivo e uno shampoo decongestionante a € 74.00
  • Singolo ingresso al percorso termale –grande vasca coperta di acqua termale- percorso vascolare- idromassaggio esterno-libera partecipazione ai corsi di acqua gym a € 15.00

Sostieni la fototerapia a domicilio

Il progetto

La fototerapia è un trattamento utilizzato per la cura di psoriasi e vitiligine, viene erogato in ospedale ma per ragioni legate agli orari delle strutture, alla capacità motoria compromessa dalla malattia, esigenze di lavoro o alla distanza dalle strutture, diventa inaccessibile per molti pazienti privandoli così di un eccellente trattamento terapeutico.

Nel contesto di operare al servizio e al sostegno del paziente con psoriasi e nel tentativo di rispondere ad una problematica sociale, la Fondazione ha attivato il primo servizio in Italia di fototerapia domiciliare per quei pazienti che non possono recarsi in ospedale, colmando un gap ventennale rispetto a Stati Uniti, Gran Bretagna e Olanda dove invece la fototerapia a domicilio è praticata da diversi anni.

Con il supporto della Fondazione e l’assistenza dei fornitori, i pazienti possono noleggiare le attrezzature ed eseguire il trattamento direttamente al proprio domicilio. La Fondazione sostiene i costi di noleggio, il fornitore invece ha la responsabilità della gestione della logistica, la consegna e il ritiro a domicilio dei macchinari, la revisione e manutenzione per il corretto funzionamento e l’accertamento delle condizioni di sicurezza presenti al domicilio del paziente prima che venga attivato il servizio.

La presa in carico del paziente è possibile solo con la collaborazione del reparto di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Policlinico Sant’Orsola che tramite i propri specialisti seleziona i pazienti per i quali è indicato il trattamento.

Grazie alla collaborazione con Banca Prossima – banca del Gruppo Intesa San Paolo dedicata alla comunità non profit – è stato possibile sostenere il progetto sul portale www.terzovalore.com fino al 30 giugno 2018.

Il servizio rimane attivo e puoi continuare a sostenere il progetto facendo una donazione tramite bonifico al Conto Corrente IT83O0335901600100000149448 oppure online indicando come causale “fototerapia a domicilio”.


L'acqua è vita

Acqua alla base della piramide alimentare. Acqua come alimento?

Dal libro: “Acque minerali italiane”, Prof. Alessandro Zanasi

piramide alimentare

Sì, l’acqua rappresenta dal 45% al 99% della massa di qualunque essere sulla terra. Nell’uomo varia con l’età: nel neonato la quota è del 75/80% che scende al 40/50% nella persona anziana.

Il primo segnale di invecchiamento è proprio la graduale perdita di acqua nei tessuti. L’uomo necessita di 8 -10 bicchieri di acqua al giorno (1,500/2 litri)e varia da uomo a donna, dal clima, dallo stile di vita, dall’età dalla alimentazione. Troppo spesso siamo portati a trascurare il ruolo dell’acqua:

funzioni dell'acqua

È basilare il mantenimento del nostro bilancio idrico (liquidi in entrata e quelli in uscita):

acqua giornaliera

Un organismo disidratato non suda causando un notevole surriscaldamento organico e riducendo il volume ematico:

disidratazione acqua

Le acque destinata all’alimentazione erano quella dell’acquedotto e quella minerale in bottiglia, ora possiamo trovare:

acqua per l'alimnetazione
Acque per l’alimentazione

Ma esiste un’acqua minerale migliore di tutte le altre?

Sicuramente no ma esiste quella più adatta alle nostre esigenze o quella che ci piace perché soddisfa il nostro gusto.

L’acqua è parte integrante della nostra dieta alimentare, non solo come elemento indispensabile per il buon funzionamento dell’organismo ma anche perché è in grado di contribuire al fabbisogno dei minerali quali nutrimento.

Consigliate le acque medio minerali (500-1.500 di residuo fisso), le acque ricche di calcio, magnesio e solfati, acque regionali.
Evitare le acque ricche in CO2, controllare la scadenza (almeno 15 mesi) e preferire i contenitori di vetro.
Bere anche quando non si ha sete, ma bere poco durante i pasti.

Per approfondimenti: www.bereacqua.org


Come curare la psoriasi - Nuovi approcci terapeutici

«C’è un sottobosco di persone che non si cura o magari si cura male perché non si affida a medici specialisti.Ed invece occorre rivolgersi allo specialista dermatologo di un centro di riferimento,per ottenere le risposte specifiche per ogni singolo caso».E’ un vero e proprio appello quello che lancia Andrea Conti,dermatologo presso l’Azienda Universitaria Ospedaliera Policlinico di Modena,alle persone che soffrono di psoriasi.

Non è più il caso di sentirsi sfiduciate e di perdere le speranze di poter affrontare la malattia, perché oggi la scienza è in grado di rispondere anche ai bisogni più complessi. «E’ vero che fino a qualche tempo fa le armi a disposizione di chi curava la psoriasi erano poche e spesso complesse da utilizzare, ma oggi la scienza è riuscita ad arrivare a nuovi approcci terapeutici – continua Conti -. Per questo è fondamentale conoscere la malattia,evitare di chiudersi in sé stessi e quindi di andare incontro ad uno stigma che non ha ragione di essere e parlarne con lo specialista. Non bisogna infatti dimenticare che la psoriasi può essere associata ad altre malattie,a partire da quelle metaboliche per giungere fino a quelle cardiovascolari e articolari: per questo è una malattia complessa,che va affrontata e non sottovalutata. Fondamentale è l’approccio multidisciplinare che vede il dermatologo come protagonista di un lavoro di gruppo che ha per obiettivo offrire le giuste soluzioni per i problemi del singolo paziente».

Tecnicamente la psoriasi viene definita malattia infiammatoria cronica immunomediata. Ed è soprattutto sul termine cronico che occorre puntare l’attenzione. Se è vero che il quadro può avere risoluzioni pressoché complete anche per mesi,esiste sempre il rischio che le lesioni compaiano di nuovo. Sul fronte dei meccanismi che conducono alla malattia nelle sue varie forme,diverse anche per gravità e coinvolgimento di altri apparati oltre la pelle,oggi si sa che esistono alcuni fattori scatenanti da non sottovalutare. Conta sicuramente molto la predisposizione genetica,ma non bisogna sottovalutare gli aspetti ambientali e l’attività del sistema immunitario dell’organismo, che ovviamente entra in gioco nel determinare le lesioni.

L’importante è conoscere la malattia e non nascondersi. La psoriasi comporta spesso disagio,imbarazzo e frustrazione che si ripercuotono negativamente sull’autostima del paziente. Le condizioni generali di salute e la qualità della vita dei pazienti sono correlate alla gravità della malattia e delle sue manifestazioni. Quando le placche si manifestano in zone del corpo fortemente esposte,come volto,cuoio capelluto,unghie,allora la psoriasi pone notevoli problemi di vergogna e imbarazzo e di conseguenza ha un rilevante impatto sulla quotidianità e sulle relazioni interpersonali. Se le chiazze si localizzano in aree del corpo meno visibili il disagio è minore ma la malattia è ugualmente fastidiosa per la presenza di prurito o dolore. «Ciò che conta,alla fine,è che sia lo specialista a definire la gravità del quadro e le strategie per curarlo al meglio-conclude Conti-. Oggi disponiamo di nuovi approcci con farmaci innovativi che possono mandare in remissione stabile per lunghi periodi la patologia. E soprattutto disponiamo di soluzioni terapeutiche efficaci e sicure in grado di migliorare e addirittura prevenire la presenza di altri quadri,primo tra tutte l’artrite,che si possono correlare alla psoriasi».

Articolo a cura di Federico Mereta,tratto da “Il Resto del Carlino” del 27 Maggio 2018


Cure psoriasi: "stangata"

Quasi quintuplicato il ticket sulle cure a raggi ultravioletti contro la psoriasi. Motivo, un adeguamento alle tariffe ministeriali. Ma un paziente protesta.

«Stangata» sui ticket per le cure di fototerapia, in particolare per i trattamenti «Puva» contro la psoriasi. Lo denuncia un lettore, affetto dalla malattia, che per questo motivo deve annualmente ricorrere alle cure della Dermatologia dell’ospedale Maggiore di Parma.

«La terapia Puva è passata da 9,65 euro per sei trattamenti a 41,15 per otto trattamenti: un aumento troppo rilevante e senza preavviso», scrive il paziente, documentando il pagamento del ticket prima e dopo il rincaro.

«È vero, c’è stato un aumento considerevole dei costi, scattato da pochi mesi – conferma Claudio Feliciani, direttore della Dermatologia dell’ospedale Maggiore – È un adeguamento alle tariffe già praticate in altre Regioni. Il ticket precedente infatti non riusciva minimamente a coprire i costi delle prestazioni, considerando che abbiamo due apparecchiature molto costose, una a raggi Puva e l’altra a raggi Uvb, e che abbiamo un’infermiera dedicata per queste prestazioni ambulatoriali, oltre ad una specialista il cui contratto è purtroppo di recente scaduto e non è stato rinnovato».

La direzione sanitaria dell’ospedale chiarisce che la Regione ha recepito le indicazioni del decreto ministeriale del 12 gennaio 2017 (pubblicato nel marzo 2017 sulla Gazzetta Ufficiale) che stabilisce i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) e la relativa compartecipazione alla spesa. Una «rettifica» dei costi, così viene definita, che fa schizzare il ticket per una singola seduta Puva, in tutte le strutture pubbliche dell’Emilia Romagna, da 1,60 euro a 9,65 euro. «Un aumento notevole, per questo l’abbiamo introdotto solo di recente, facendo sì che un ciclo medio di otto terapie avesse come tetto di spesa poco più di 40 euro», spiega Sergio Di Nuzzo, responsabile dal 2003 del Centro di fototerapia e fotobiologia del Maggiore.

Nel 2017 le richieste per terapie a luce ultravioletta al Maggiore sono state 3.924, per un totale di oltre 10 mila sedute. Non solo psoriasi: negli ambulatori della Dermatologia si trattano anche vitiligine, micosi fungoide, dermatite atopica e tutte le malattie infiammatorie cutanee.

«Assieme a Brescia, siamo rimasti uno dei maggiori centri del Nord», dice Di Nuzzo. E c’è un motivo: «Molti centri hanno abbandonato questi trattamenti perché non rientrano nelle spese», aggiunge Feliciani. E questo nonostante «si tratti di cure efficaci e meno dannose di altre per i malati», dice Di Nuzzo.

All’orizzonte ci sono poi nuove terapie, come i farmaci biologici immunosoppressori che agiscono contro molecole specifiche che attivano la malattia. Promettenti, ma che non risolvono il dilemma dei conti della sanità pubblica: un trattamento costa più di mille euro al mese.

Articolo a cura di Monica Tiezzi
fonte: https: www.gazzettadiparma.it/news/news/509261/stangata-sulle-cure-per-la-psoriasi.html


C'è cibo e CIBO

Quali meccanismi si attivano quando ci alimentiamo e che conseguenze reali hanno sulla nostra salute?

E’ stato questo il tema del convegno “C’è cibo e Cibo” per scoprire come il cibo influenza la salute della pelle, con particolare riferimento alla #psoriasi.

L’incontro si è tenuto sabato 5 Maggio dalle 09:30 alle 13:30 in via Garibaldi 3, Bologna – presso la Sala Ordine dei Farmacisti.
Chiunque ha potuto partecipare.